Feb 03

L’alluvione a Soave

 

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Per molti “enogastronauti” di GustaModena, soave, forse, rappresenta solo il nome di uno dei migliori vini bianchi d’Italia (e, lasciatemelo dire, in questa categoria di bianchi, anche del mondo).
Se poi si vuol approfondire un attimo l’aspetto paesaggistico, si va su Google Immagini e si può vederne anche l’ambiente… le vigne attorno, il castello medievale, costruito sulla prima collinetta delle Prealpi veronesi di quell’area, e la bella cinta muraria merlata, edificata da Cansignorio della Scala verso la fine del 1300, che scende dal castello e racchiude, ancor oggi, fino a valle, tutto il centro storico del paese.

Ad una cinquantina di metri dal fronte delle mura scaligere, sul versante della pianura, scorre il progno Tramigna, posizionato quasi come il fossato dello stesso castello, a separare anche il vecchio centro, raccolto nella struttura muraria, dalle case più recenti del resto del paese verso sud.
Il Tramigna è un fiumiciattolo che ha un invaso di pochi km., ma che, un km. e mezzo più in basso, vicino a S.Bonifacio, si unisce al Chiampo, il quale a sua volta ha appena subito l’afflusso dell’Alpone. Tutti e tre, uniti circa nello stesso punto, finiscono poi nell’Adige ad Albaredo, una decina di km. più a sud ancora.
Questa unione ravvicinata di tre fiumi, seppur piccoli, in occasione di lunghi periodi di pioggia, aveva già creato in passato problemi ed esondazioni. Ma nessuna mente amministrativa pubblica aveva pensato, prima, a risolvere questo problema o ad agire sulle cause.

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Il lunedì dei Santi, il Tramigna, bloccato a sud dalla piena del Chiampo e dell’Alpone, già riuniti insieme in un’unica fiumara che ha allagato l’Autostrada, rompe l’argine proprio davanti alle mura scaligere, in corrispondenza dell’Hotel Roxy. Allaga tutto il piano terra dell’albergo (un milione e mezzo di danni, chiusura per un anno, tutti i dipendenti in cassa integrazione, da informazioni avute sul posto), sfonda le porte sul retro e allaga la parte più bassa del resto del paese. I piani terra delle abitazioni e tutti i negozi lungo le strade vengono allagati.

Il martedì dei Morti, per evitare danni maggiori a Monteforte, in quanto l’Alpone non riusciva più a defluire verso il Chiampo – almeno così mi hanno spiegato – è stato rotto artificialmente l’argine dell’Alpone a sud di Soave. Una nuova grossa onda di piena ha invaso la parte bassa del paese e parte del centro storico, in salita, verso nord. L’ acqua è arrivata nelle case dei piani terra più alta di prima e si è rotto ancora un altro argine del Tramigna, stavolta ad est del ponte davanti alle mura scaligere.

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Ho conosciuto la famiglia della Pierina (nome inventato), esercente di uno dei negozi di Soave che hanno subito l’alluvione, dopo che mi era stata segnalata. Sono già stato a Soave più volte, a casa sua e nel suo negozio, modesti, ma dignitosi.
Questa cosa c’è l’ho ancora qui che non mi fa deglutire se ci penso: quando il mercoledì dopo i Morti io e gi eravamo a pranzo assieme, sulle colline dalla parte di là di Verona, la Pierina e la sua famiglia erano bloccati in casa al primo piano, con quasi un metro e mezzo di acqua sotto. Rivendite di alimentari chiuse e allagate da tre giorni.
Giovedì ugualmente bloccati. A sera una vigilessa ha portato delle minestre fatte dagli alpini.
Il venerdì l’acqua ha cominciato a defluire, si sono dati da fare e hanno cominciato a pulire il loro negozio.

Adesso per entrare a casa sua c’è odore di muffa e il segno bagnato ed ammuffito sul muro delle scale a circa un metro e trenta da terra.
Anche nel negozio c’è odore di muffa e la muffa si vede che sta salendo sui muri vicino al pavimento. La cantina si è letteralmente riempita d’acqua fino al soffitto, attraverso le bocche da lupo, e l’acqua è poi scoppiata in alto nel vano scale interno.
Per la conformazione della sua merce, aveva degli scatoloni che contenevano il suo magazzino sotto le scansìe all’interno del negozio. Tutto il magazzino è andato in malora, 28.000 euro di danni accertati e certificati.
Per riaprire in fretta hanno lavorato sodo. Il negozio è rimasto chiuso per sei giorni.
Successivamente, è stata diramata dal Comune una disposizione che consentiva rimborsi agli esercenti per i mancati guadagni solo a chi era stato costretto a tener chiuso (dichiarazione di fermo attività) per più di sei giorni. Quasi una beffa, oltre ai danni.

La Pierina è un’operaia, in cassa integrazione prima ancora dell’alluvione, e aiuta la figlia che gestisce il negozio.
Il negozio è in affitto e devono pagare l’affitto.
Il marito, operaio, è ancora in attesa degli stipendi del 2009, che non gli sono stati pagati perché anche la ditta di cui è dipendente ha avuto un momento di difficoltà.
In più hanno i crediti dei clienti, parecchie migliaia di euro che non riescono più a ricevere, né vogliono andare a chiederli, perché sanno che anche gli altri sono in difficoltà.
Nel mese di novembre non hanno venduto praticamente niente e non hanno la possibilità di acquistare magazzino.

Lo Stato ha per il momento dato un contributo di 3.000 euro per i danni subìti e ha disposto che i contributi, se arriveranno, non potranno superare il 75% del danno accertato. E prima si farà fronte ai danneggiati maggiori (il Roxy e la Cantina Sociale di Soave, ad esempio, hanno avuto danni elevatissimi).

Il Parroco è un buon uomo e ha raccolto e distribuito qualcosa, a loro e a molti altri. Qualcos’altro, in liquido, ho già portato io dalle mie valli, ma non è ancora sufficiente per consentire all’attività commerciale, che di fatto dava da vivere alla famiglia, di proseguire.
Ho avuto informazioni attendibili sul fatto che questa famiglia non ha alternative percorribili.

In genere (mi vien da fare questa considerazione perché ho visto che spesso è così…), è più difficile aiutare quelli vicino a noi.
Non è come aiutare qualcuno in qualche parte distante del mondo e finita lì.
Mi viene da farla questa considerazione, perchè qui si conoscono di più le persone… molti pensano di essere in una situazione non tanto distante… si conosce chi governa… qualcuno pensa che potrebbe far di più per queste cose… la critica spesso diventa già una prima autogiustificazione… si conoscono i partiti che amministrano… quelli che magari sbraitano ma poi, in concreto, spesso non concludono niente… o fanno danni… si pensa ai parenti… ma dove sono? come son messi?… e a tante altre cose… e perché dovrei rimetterci io?… e perché questi sì ed altri no?… e via di questo passo… è più difficile…
Comunque, lo stesso ci provo.

Faccio seguito a questo post su GM Solidale:
http://www.gustamodena.it/lavagna.php?cod=2177
e ad un mio commento di un mese fa:
http://www.gustamodena.it/visite.php?cod=9921#48884

Posso approfittare della generosità del popolo di GustaModena?

La situazione necessita di una certa urgenza d’intervento…

Grazie per quanto si riuscirà a proporre di organizzare e a fare e a raccogliere, sia in prima battuta, sia più avanti, garantendo da parte mia a riguardo il monitoraggio della situazione. emoticon

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